Un aggiornamento atteso da decenni che valorizza la formazione e il ruolo sanitario del podologo

L’Unione Podologi della Svizzera Italiana (UPSI) comunica che il nuovo Regolamento dei Podologi è stato ufficialmente licenziato dal Consiglio di Stato e che la sua entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2026.

Il precedente regolamento, risalente al 1975, descriveva la podologia come un’attività “limitata all’eliminazione dei calli, duroni, alla cura delle unghie, alla cura incruenta di unghie deformate od incarnate…”: una definizione ormai superata, che non rispecchia né la complessità né l’ampiezza delle competenze acquisite dalla categoria negli ultimi decenni. L’aggiornamento normativo colma finalmente questo divario, riconoscendo il ruolo sanitario del podologo e le sue competenze cliniche avanzate.

Una professione che si è trasformata

La podologia contemporanea comprende una presa in carico completa del paziente: dalla prevenzione al trattamento terapeutico e riabilitativo delle patologie del piede, in costante collaborazione con altri professionisti della salute.

Il nuovo regolamento recepisce questa evoluzione e rispecchia:

  • il piano quadro formativo svizzero;
  • le competenze avanzate acquisite anche grazie a percorsi formativi in Svizzera e all’estero; 
  • l’attuale pratica professionale diffusa sul territorio.

Il contributo di UPSI e la collaborazione con gli enti formativi

L’iniziativa del cambiamento è stata promossa da UPSI, che negli ultimi anni si è impegnata per ottenere un quadro regolatorio aggiornato e adeguato alla pratica moderna. La stesura della proposta ha coinvolto un avvocato specializzato e il CPS – Centro Professionale Sociosanitario, con un contributo determinante che ha supportato l’adeguamento del documento ai requisiti formativi attuali.